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Mostro in cantina. #5

Mostro in cantina

Senza senso

Trovare un senso è semplice, ma oggi è impossibile.

Sto raggiungendo l’apice dell’autocommiserazione quando bussano alla porta.

Elia Billoni con gli amici dell’altra sera

Mi dicono che c’è un mostro nella cantina, ed entrano per cercarlo.

Ridono, mi sbeffeggiano, non capisco cosa sta succedendo, li odio selvaggiamente ed esplodo.

Dal mio stomaco esce una voce straziante e non rispondo più dei miei arti, ritrovandomi per terra a dimenarmi isterico.

Apro gli occhi e gli stronzi non ci sono più

Esausto ma arrabbiato irrompo nel salotto dove trovo Billoni e la ragazza seduti sul divano.

Gli dico che ho fame e proseguo deciso in cucina a tagliare una cipolla.

Billoni mi dice che dobbiamo parlare

Gli tiro un pezzo di cipolla tagliata in faccia e lui risponde con uno schiaffo che mi fa sbattere la testa contro lo spigolo del tavolo.

Ecco, ora mi hai ucciso, sarai contento.

Perdo i sensi nel momento in cui la ragazza spiega a Billoni che non sono io il mostro della cantina, lei lo ha visto e non gli somiglio nemmeno.

Che aspetto avrà il mostro della cantina?

Provo a disegnarlo: la mancanza di senso e d’ispirazione è palese.

La mia testa sanguina. Piango.

La vendetta

Esco dalla cantina per dare un calcio in testa a Billoni: entro nella sua camera da letto, gli assesto un calcio in testa, e me ne vado trionfante mentre lui sbraita che sono pazzo.

Non faccio in tempo a coricarmi che bussano alla mia porta; prontamente afferro un libro di Travaglio dagli scatoloni d’attualità marcita per scagliarlo contro Billoni.

Ma è la ragazza.

Senso

La ragazza mi chiede di mostrarle il disegno del mostro della cantina. Glielo mostro. Mi chiede di fotografare il disegno sul pavimento. Eseguo. Mi dice buonanotte.

Domani ricomincio. E proverò a dare un senso.

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